Mercato auto: noleggio e società bene, il resto?

Noleggio e società, ecco chi tiene vivo un mercato auto che nel 2017 presenta due facce ben distinte della stessa medaglia. Dati alla mano il potere d’acquisto da parte dei privati resta al palo facendo registrare nei primi 5 mesi 2017 quasi gli stessi risultati dell’anno precedente. Unrae ci dice che 539.710 sono state le immatricolazioni contro le 546.558 del 2016; ballano quasi sette mila targhe che, di per se non sono un dato così eclatante. Ma la penetrazione di mercato che passa da 61,7% al 56,6, sempre parlando di clienti privati, non è un dato da sottovalutare. E dove sono finite le auto che mancano? Vediamo in dettaglio cosa accade.

Noleggio. Una fascia interessante che sta crescendo in modo abbastanza costante; nessun vincolo, se non quello di pagare il canone mensile; pensieri zero in quanto manutenzione, bollo, assicurazione e tutti i costi di gestione sono compresi nel prezzo. In questo modo, se si sceglie il breve termine, normalmente compreso tra i 6/9 mesi per usi vacanzieri o per viaggi generici, si ha sempre un’auto nuova e solo quando serve. Di questo tipo di servizio si occupano le normali strutture tipo Avis, Hertz, Maggiore, giusto per citarne qualcuna. In ogni caso 106.270 vetture sono state immatricolate per questa tipologia, con un incremento rispetto al 2016 di +8.794 auto (+9%). Molto più importanti le cifre per quanto riguarda quello a lungo termine. Gli italiani che hanno fatto uso di questo tipo di servizio sono stati ben 130.436 contro i 111.799 dello stesso periodo 2016. In soldoni il comparto registra un +16,7%. Una delle società attive in questo senso è Arval che propone molteplici soluzioni per tutte le tasche. Anche in questo caso si possono scegliere differenti pacchetti ad hoc, comprendendo persino le gomme invernali. Un classico servizio chiavi in mano.

Società. L’acquisto da parte aziendale ha registrato un vero e proprio boom nel corso del 2017. Le automobili intestate a società sono aumentate del 36,8%, vale a dire 177.058 vetture contro le 129.393 paragonate ai cinque mesi del 2016. Questo risultato ha contribuito, e non poco, a tenere le cifre totali “in bolla” sopperendo alla mancanza di linfa proveniente dal mercato tradizionale.

Quindi statico e stagnate il mercato delle auto destinate all’uso familiare, incremento di quello a noleggio e buon momento di quello aziendale. Cosa sta a significare? Che l’auto sta mutando e, purtroppo, non è più in testa alla classifica dei desideri. Si noleggia, si condivide e si utilizzano i denari per altri usi. D’altronde per un decennio, ci hanno tirato via l’ossigeno per la faccenda dell’inquinamento; i costi assicurativi, il bollo, la benzina e le autostrade sono una follia e quindi ecco il risultato. Persino il mercato dell’usato segna il passo (-4,2%).

A livello di segmenti di mercato in questo momento sono i crossover quelli che manifestano più vitalità. Passo dopo passo hanno rosicchiato spazio alle altre tipologie. Allo stato attuale l’incremento è del + 23% che, se viene sommato al quello dei fuoristrada (parenti strettissimi), il mercato a “ruote alte” vale più del 30%. Chi segna decisamente il passo sono i cosiddetti monovolume; questi prodotti soffrono in particolar modo il cambio di usi e costumi degli utenti. Se la famiglia è numerosa si utilizzano mezzi di trasporto alternativi e così via. Particolarmente frizzanti cabrio e spider (+ 39%) e non male le station wagon (+5,7%). Molto bene le multispazio (+21,4%).