Auto a 4 ruote motrici? Perché no.

E’ iniziata la stagione dell’integrale? Non del nudo (magari!) ma delle auto a quattro ruote motrici? Mah, a dire il vero non è mai finita. Le auto dotate di questo tipo di trazione sono una sicurezza per tutto il corso dell’anno, non solo in caso di neve, questo è poco ma sicuro. Ma andiamo per gradi. Queste vetture presentano un sistema di trazione che permette di mandare motricità su tutte e quattro ruote, gestendo in maniera automatica dove mettere più o meno potenza, se così si può dire. Chi ha avuto occasione di guidare automobili a trazione sia anteriore che posteriore, si sarà sicuramente accorto della differenza di guida, sia in curva, sia su terreno a scarsa aderenza.

Le auto 4×4, 4WD, AWD, ALL4, 4MOTION (e chi più ne ha, più ne metta), sono tendenzialmente neutre e garantiscono una tenuta di strada ottimale soprattutto su asfalto bagnato, gelato o innevato. Attenzione che anche su terreno asciutto le 4 ruote sempre in presa danno un gran bell’aiuto; la curva si chiude prima e ci si può permettere qualche imperfezione di guida in più. La dotazione tecnica di questo tipo di vettura è molto alta e la gestione della ripartizione quasi sempre elettronica; il livello di sicurezza è sempre al top. Vogliamo trovargli un difetto? L’offerta su modelli economici è davvero risicata, trovare qualcosa sotto i trentamila euro è davvero difficile. Quindi giocoforza, anche volendo, c’è poco da fare. Se invece il confronto lo si fa tra versione a due e quattro allora la cosa si fa molto ma molto interessante. Spesso il delta è poco più di € 1.000, una cifra più che accettabile, quindi. Meglio rinunciare a qualche accessorio di modesta importanza ed investire in tecnologia. Inoltre, come risaputo, essendo meno diffusa l’auto integrale è molto ricercata nel mercato dell’usato. Un altro plus da non sottovalutare.

E cosa abbiamo fatto di bello in questa nuova inchiesta di Automind. Ci siamo presi la briga di raccogliere le auto a trazione integrale, scegliendo, dove possibile, gli allestimenti meno costosi e per ottimizzare l’elenco già abbastanza ben fornito. Naturalmente ci siamo divertiti ad inserire tutte le automobili, comprese quelle “da sogno”. D’altronde esistono ed è giusto sapere quanto costano. Una menzione per le escluse. Risulta già molto difficile identificare ciò che è automobile, suv, crossover, monovolume e via discorrendo per via di questa politica modello “matrioska”; una nuova tendenza di mercato per andare a coprire tutte le nicchie possibili, offrendo alcune volte prodotti difficilmente inquadrabili (e spesso inutili). In questo pezzo abbiamo preso in considerazione le auto, vecchio stile, belle basse e normali. Volutamente e arbitrariamente non sono state inserite le cosiddette vie di mezzo tipo Audi Allroad, Volvo Cross Country e simili, proprio per non rischiare di sconfinare nel crossover o addirittura nei suv.

La splendida linea dalla Infiniti Q60

Ecco l’offerta attuale.

Alfa Romeo. Le case italiane non brillano per questo tipo di tecnologia, quindi nella casa del biscione l’unica rappresentante integrale è la neonata Giulia Veloce, spinta da un signor quattro cilindri a gasolio da 210 cavalli. Speriamo in futuro che la gamma 4×4 sia estesa anche ai modelli a benzina, per esaltarne le qualità dinamiche.

Audi. Come tutte le case tedesche e Audi non fa eccezione, ampia e veramente “da mal di testa” l’offerta di auto a trazione sulle quattro ruote. Storicamente la factory dei quattro anelli, ha sempre percorso questa strada intrapresa prima in occasione del Campionato Mondiale Rally, poi per sviluppare le auto destinate alla guida quotidiana. Tutta la gamma è arricchita dalla proverbiale trazione “quattro” a partire dalla S1, la versione ingrifata della A1. Un 2,0 litri da 231 cv trasforma la piccola e aristocratica compatta in un missile su quattro ruote. Non di meno la A3, che però offre versioni più terrestri. 2,0 litri a gasolio dai 150 ai 184 cv e a benzina da 190. E poi ci sarebbe anche la S3, la versione pompata da 310 cv di “soli” 2,0 litri. Potenza e velocità da pista. Mostriamo i muscoli una volta tanto (basta non usarli). E poi c’è la più pacifica A4, seriosa, moderna e ben posizionata. Due motori diesel di 2,0 e 3,0 litri e altrettanti a benzina. Potenze dai 190 ai 272 cv per i TDI e dai 252 ai 354 della immancabile TFSI S4. Le stesse potenze e motorizzazioni le troviamo anche su A5 e S5. Si cambia leggermente sulla A6. La motorizzazione di 3,0 litri V6 diesel porta la sua potenza sulla soglia dei 320 cv, che diventano 450 sulla S6 4,0 TFSI e ben 560 sulla RS6 (stessa cubatura). E siamo alla A7 una via di mezzo tra una berlinona e una 5 porte. A qualcuno piace così. Due motori: 3,0 V6 TDI (potenze da 190 a 320 cv) e un benzina (da 450 a 560 cv). E siamo al top di gamma, l’ammiraglia A8, discreta, tecnologica e dalla linea filante, proposta in due passi, corto e lungo, modello limo. Due TDI uno da 3,0 litri da 262 cv e un 4,2 TDI da 385 portano a spasso questa splendida Audi, mentre i due a benzina pensano a farla correre. Il primo 4,0 TFSI viene offerto con 435 cv che diventano 520 e 605 nell’immancabile S8. Poi è la volta di sua maestà W12 di 6,3 litri e 500 cv. La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla TT, una coupé offerta anche in versione roadster apribile. Un motore per entrambe di 2,0 litri TFSI da 230 e 310 cv (TT S). Se poi non bastasse c’è la TT RS, 2,5 litri e la bellezza di 400 cv. Concludendo la R8. Dieci cilindri a V e potenze dell’ordine di 540 e 610 cv. Serve altro?

Bentley. Avete già il foulard al collo, una tazza di the e un bel levriero afgano tutto cotonato al vostro fianco? E allora forza che si va la concessionario Bentley. Solo modelli a quattro ruote motrici (un leitmotiv di casa Volkswagen, proprietaria del marchio), con livelli di lusso immaginabili e potenze ragguardevoli. Si parte dalla Flyng Spur (4,0 V8 507 cv e 6,3 W12 625 cv) sino alla classicissima Mulsanne che monta il tradizionale V8 da 6,7 litri (513 cv), due auto davvero incredibili e inimitabili. Se vi piace correre la Continental è tanto veloce quanto una super sportiva dalla caratura di Ferrari e Lamborghini. Offerta in versione coupé GT e cabrio GTC monta anch’essa i due motori di famiglia: 4,0 V8 507 cv e 6,3 W12 590 cv.

Bmw. Anche nella casa bavarese, la trazione integrale xDrive è di casa interessando tutta la gamma, a partire dalla serie 1. 118d, 120d montano un 2,0 litri a gasolio con 150 e 190 cv; poi c’è il missile M140i con ben 340 cv. La Serie 2 invece è quella che ha inaugurato per Bmw le auto da famiglia. La Active Tourer è offerta in versione 218d a gasolio (150 cv), 225i a benzina (231 cv) e 225e Hybrid che combina benzina/elettricità per avere 224 cv. A chiudere le M240i in versione coupé e cabrio (340 cv). Ed ecco la Serie 3, medesimi motori e versioni berlina e touring. 340i (326 cv), 318d (150 cv), 320d (190 cv), 330d (258 cv), 335d (313 cv). Completa l’offerta la GT (Gran Turismo) una sorta di via di mezzo; stessi motori tranne la versione 318d non presente. Se siete tipi sportivi avrete sicuramente notato la Serie 4; una splendida coupé offerta a 2 o 4 porte. Ecco i modelli: 440i (326 cv), 420d (190 cv), 430d (258 cv), 435d (313 cv). Vi piace l’aria aperta? 440i e 435d cabrio. Bisognerà attendere febbraio 2017 per vedere la nuova Serie 5 che allo stato attuale non è ancora nei listini ufficiali italiani. Parliamo di un’auto completamente nuova, rifatta da zero, più filante e leggera. Al momento del lancio le versioni xDrive saranno le seguenti: 520d, 530d, 530i, 540i e 550i. Per il momento ci si può accontentare della Touring. 520d (190 cv), 530d (249 cv), 535d (313 cv), 550d (381 cv), 528i (258 cv), 535i (306 cv). La GT invece si declina in: 530d (249 cv), 535d (313 cv), 535i (306 cv), 550i (450 cv). Aggiungiamo un uno ed ecco la serie 6, Coupé e Grancoupé hanno in comune tre super motorizzazioni: 640i (320 cv), 650i (450 cv) e 640d (313 cv). La scoperta Grancabrio invece si accontenta delle versioni 640i (320 cv) e 640d (313 cv). E poi la più aristocratica serie 7 offerta in abito lungo o corto. 730d (265 cv), 750i (450 cv) e 750d (400 cv). E se si parla di integrali non possiamo dimenticarci della i8, un’avveniristica coupé super sportiva che utilizza due motori; uno elettrico e l’altro a benzina. Totale 362 cavalli e un bel numero di zeri per portarsela a casa.

Cadillac. Anche agli americani piace la trazione integrale tanto da dotare la ATS (in versione anche coupé) e la CTS del medesimo motore due litri sovralimentato che regala 276 cv. Non male davvero.

Ds. Il brand di lusso di Citroen offre una sola versione con trazione sulle quattro ruote. La 5 che nel contempo strizza l’occhio all’ecologia essendo offerta in versione diesel/elettrica con una potenza di 200 cv,

Ferrari. Che dire… 12 cilindri a V, 689 cv e una velocità massima prossima ai 330 km/h. In parole povere la F12 Berlinetta. Non male il vezzeggiativo Berlinetta. Forse Berlinaccia, sarebbe calzato meglio, visto il carattere da F1 di questo capolavoro modenese. Continuiamo a sognare, a occhi aperti. E portafogli chiusi…

Fiat. Tutto affidato alla Panda il compito di rappresentare la casa torinese nel comparto 4×4. La piccola di casa Fiat, viene offerta con due propulsori. Un bicilindrico a benzina da 0,9 litri turbocompresso da 85 cv e un 1,3 multijet turbo diesel da 90 cv.

Ford. La più europea delle americane regala la trazione integrale a tre modelli di gamma. La Mondeo in versione berlina e Wagon, medesimo 2,0 litri TDCi con potenze di 150 e 180 cv e i monovolume S-Max e Galaxy che copia e incollano i propulsori della Mondeo.

Infiniti. La berlinetta dalla velleità sportiva Q30 è presente con due motorizzazioni sovralimentate che si rivelano un giusto compromesso tra potenza ed elasticità. Un diesel da 2,2 litri da 170 cv e un benzina bello pepato da 211. Si sale decisamente di classe con la Q50 che forte di un 3,5 litri benzina/hybrid sforna la bellezza di 364 cv; lusso e comfort al top. E a proposito di top non si può non considerare la coupé Q60 che offre un’unica motorizzazione 3,0 litri turbo, 405 cv.

Jaguar. L’aristocratica casa inglese negli ultimi anni ha dato un’incredibile colpo di spugna sul passato, rimodernando da capo a piedi la gamma, ora davvero completa. In buon ordine c’è la berlina XE, quella quattro porte che ha il compito di rompere le uova nel paniere a Mercedes classe C e Bmw Serie 3. Interessante la motorizzazione di 2,0 litri da 180 cv che tra l’altro troviamo anche sulla berlina XF. Quest’ultima si regala anche due versioni V6 da 3,0 litri rispettivamente di 340 e 380 cv. E poi l’ammiraglia XJ; cinque metri e rotti di lusso e potenza. 340 cv e prestazioni da capogiro. Si sale ancora un po’ e si va nell’iperspazio. La coupé F-Type che risveglia lo 007 che c’è in noi. Coupé o cabrio, motori V6 e V8 con potenze di 380, 550 e 575 cv. Non serve aggiungere altro.

Lamborghini. Più che il toro che le rappresenta, forse la testa di Satana ci starebbe meglio nel logo delle Lambo. 610 cv della Huracan che vengono rabbiosamente sparati dal V10 che spinge come un assassino, fanno presagire qualcosa di unico. E se non bastasse ci pensa l’Aventador. 12 cilindri a V per 700 cv per una velocità massima da missile terra/aria.

Lexus. L’ammiraglia LS 600h è l’unica delle berline di gamma Lexus a proporre la trazione sulle quattro ruote. Un 5,0 litri V8 combinato ad unità elettriche che portano la potenza a 445 cv. Comfort e prestazioni al limite della perfezione.

Maserati. La casa italiana, balzata alla ribalta negli ultimi anni con una serie di prodotti di successo, offre la splendida Ghibli Q4 con il tradizionale V6 a benzina da ben 409 cv; quest’ultimo viene utilizzato anche dalla sorellona Quattroporte con un paio di cavalli di potenza in più.

Mazda. La 6 Wagon è una “familiare” stilosa e dalla linea morbida e poco appariscente nonostante le dimensioni siano importanti. Uno solo il  motore da 2,2 litri turbodiesel da 175 cv.

Mercedes. Non c’è che dire, la classe A Mercedes ha dato una gran bella accelerata nella gamma del produttore di Stoccarda. La sua linea due volumi filante e bassa piace e ha, di fatto, contaminato le forme delle sorelle maggiori. La gamma 4Matic  attuale consta di: A220, A250, A250 SS a benzina spinte dal medesimo 2,0 litri con potenze di 184, 211 e 218 cv; le diesel A200d e A220d mosse da un 2,2 litri da 136 e 177cv. Discorso a parte merita la A45 AMG; 2,0 litri ma una potenza di ben 381 cv ed una linea bella truce da brucia semafori. Attaccaci la coda ed ecco la CLA e la CLA Shooting Brake: telaio allungato e linea da berlina e station wagon filante. I motori? Neanche a dirlo: control C e control V ed ecco gli stessi della A a coda tronca. La prossima della lista è la B, una sorta di monovolume ben fatto, compatto e piacevole alla vista. B220 e B250 a benzina (184 e 211 cv) e B200d e B220d  a gasolio (136 e 177 cv) è l’offerta attuale. La serie C berlina e Station Wagon hanno in comune le motorizzazione che spaziano in egual misura tra benzina e diesel. C 400 monta un V6 da 3,0 litri e ben 333 cv che diventano 367 per la C43 AMG mentre le unità a gasolio di 2,2 litri (C220d e C250d) offrono potenze di 170 e 204 cv. Chi ha velleità sportive invece potrà dedicarsi alla C Coupé e Cabrio che utilizzano le stesse motorizzazioni. A benzina: C200 (180 cv), C400 (333 cv), C43 AMG (367 cv). A gasolio: C220d (170 cv), C 250d (204 cv). La neonata Classe E si presenta con due motori a benzina belli carichi. E400 con 333 cv e il tradizionale E43 AMG (401 cv). Uno solo il diesel al momento: E220d da 194 cv. Per quanto riguarda le versioni Coupé e Cabrio, non sono ancora disponibili le versioni abbinate alla trazione integrale 4Matic. La CLS invece è la classica auto di mezzo, una sorta di grosso coupé disponbile con gli stessi motori per l’allestimento normale e Shooting Brake. I benzina sono V8 di 4,6 e 5,5 litri con cavallerie di 408 per la CLS500 e 557 e 585 per le CLS 63 AMG e CLS 63 AMG S. C’è pure un “dieselino” sulla CLS 250d di soli 2,2 litri e 204 cv e un 3,0 litri da 258 sulla rispettiva CLS 350d. All’appello manca solo l’ammiraglia serie S. Le motorizzazioni abbinate alle versioni a 4 ruote motrici sono le seguenti. Berlina: S500 (455 cv), S350d (258 cv). Coupé: S400 (367 cv), S500 (455 cv). A chiudere la S63 AMG da 585 cv che viene offerta in versione sia cabrio che coupé.

Porsche Carrera 4S.... oltretutto gialla, che dire d'altro.

Mini. Non è da molto nei listini ufficiali la Mini Clubman in versione ALL4. L’aristocratica (e carissima) familiare dal taglio sportiveggiante si presenta in allestimento Cooper S, quello con i due terminali di scarico, rifiniture corsaiole e due propulsori. 2,0 litri turbocompressi: il diesel SD 190 cv mentre il benzina S 192.

Nissan. Il costruttore giapponese leader nel settore crossover, si prende il lusso di snobbare il segmento della auto integrali, presentando “solo” la GT-R. Che dire di un’icona se non che sembra uscita da un fumetto manga e che ha prestazioni spaventose. 570 cv che fuoriescono da un 3,8 litri bi-turbo e che portano questo arnese a velocità da astronave.

Opel. Ha già qualche primavera sulle spalle e presto verrà rimpiazzata dal nuovo modello, ma Opel Insigna ha dimostrato il suo valore attraverso un buon risultato commerciale. Allo stato attuale un motore 2,0 litri CDTi che si divide tra la versione berlina e quella Sports Tourer. 170 i cavalli a disposizione.

Peugeot. Percorre la strada dell’ibrido la casa francese che, con la 508 RHX Hybrid, offre una delle poche vetture a propulsione mista alimentate a gasolio. All’asse davanti ci pensa il tradizionale motore a scoppio, mentre per quello dietro due motori elettrici in sincrono; ecco quindi la trazione integrale e 200 cv tondi tondi.

Porsche. Da sempre il produttore tedesco ha creduto nella trazione sulle quattro ruote motrici, nonostante l’icona 911 sia stata amata e adorata proprio per il suo carattere scorbutico e la propensione a mettersi di traverso. Ma i tempi cambiano e Porsche non ha mai sbagliato un colpo fino adesso. Partiamo quindi dalla super berlina Panamera, una sorta di transatlantico che viaggia come un coupé. Le versioni 4 e 4S (entrambe con motori 3,0 V6) sprigionano rispettivamente 330 e 440 cv, mentre la “più discreta” 4S (4,2 V8) Diesel, 422. Se si vuole si può anche esagerare con la Turbo; 550 cv da un motore V8 di 4,0 litri. Gli ecologisti sceglieranno invece la 4E Hybrid. 462 cavalli che arrivano da un V6 a benzina insieme ad un un’unità elettrica. E’ venuto il momento della mitica 911, offerta in versione chiusa classica, Targa e Cabrio. Nel posteriore il classico boxer 6 cilindri da 3,0 litri da due potenze: la 4 370 e la 4S 420. Rullo di tamburi e arriva la Turbo. 3,8 litri e 540 cv che nella versione S crescono a 580.

Seat. Molto interessante la proposta di Seat che, con Leon, strizza l’occhio alle famiglie. Scegliendo l’allestimento X-Perience si ha una sorta di station wagon in po’ più alta, comoda e adatta anche a qualche sterrato. Due le motorizzazioni a disposizione: 1,6 TDI da 110 cv e 2,0 TDI da 150 e 184 cv. Sette sono i posti disponibili a bordo della Alhambra 2,0 TDI mentre due le potenze: 150 e 184 cv.

Skoda. Rimaniamo in casa Volkswagen con la best seller Octavia. La familiare di casa Skoda piace molto agli italiani per la sua forma particolare e originale. 1,6 TDI da 110 cv e 2,0 TDI da 150 e 184 cv. La Superb invece gioca sulle dimensioni quasi da ammiraglia e sulle potenze dei due motori. Il 2,0 TDI sviluppa 190 cv mentre il 2,0 TSI ben 280. Volendo c’è anche di che divertirsi.

Subaru. In casa Subaru le auto disponibili sono tutte a 4 ruote motrici, quindi c’è poco da fare. Il cliente in fin dei conti le sceglie proprio per questo. I modelli che più assomigliano alle auto normali sono la stratosferica WRX che sembra pronta per i rally. 300 cv sprigionati da un 2,5 litri STI boxer; un vero missile. Decisamente di altra pasta la Levorg forte di un prezzo di listino più che accettabile. Un solo motore: un 1,6 litri benzina da 170 cv.

Suzuki. E’ la Swift il cavallo di battaglia a trazione integrale. Unica nel suo genere rappresenta la proposta concreta di una compatta di alta qualità ma dal prezzo accessibile. Si divide la torta con la più popolare Fiat Panda che però paga pegno a livello prestazionale e di prezzo. Unico motore di 1,2 litri VVT da 90 cv, che garantisce prestazioni, consumi parchi e viaggi di media percorrenza di tutto rispetto.

Tesla. Qui parliamo di un’integrale piuttosto singolare, essendo le Tesla completamente elettriche. Non sono prodotti per tutti, vuoi per il prezzo che per la gestione completamente differente a livello dinamico. La berlina Model S 60D sviluppa 322 cv che arrivano dai 4 motori installati in prossimità delle ruote. Si può avere anche la versione S 90D dalla potenza di 469 cv. Tesla ha inoltre lanciato nel corso dell’anno Model X, un suv filante e aggressivo che offre le porte posteriori con apertura a falco. Le potenze qui sono stratosferiche: 322, 518 e 762 cv a seconda di quanto siete disposti ad aprire il portafoglio.

Volkswagen. Anche la casa di Volfsburg non scherza in fatto di trazione integrale. Ad iniziare dalla Golf proposta con due motorizzazioni a gasolio 1,6 TDI e 2,0 TDI da 110 e 150 cv, molto azzeccate sia per equilibrio che per prezzo. C’è anche il missile TSI R da ben 300 cv. Per chi desidera più spazio è possibile optare per la Variant, 1,6 TDI da 110 cv e 2,0 TDI da 150 e 184 cv. Anche la mastodontica Passat che negli anni ha visto incrementare visibilmente le dimensioni globali, la base è il 2,0 TDI. 150 e 190 cv che diventano ben 240 nella versione BiTDI. Chiude il lotto delle 4Motion il sette posti Sharan. Neanche a dirlo 2,0 TDI da 184 cv.

Volvo. E siamo alla fine; ultima, ma solo per rigoroso ordine alfabetico, la Volvo. S60 e V60 hanno in comune le due motorizzazioni disponbili in gamma. Un 2,0 litri T6 benzina turbo dalla bellezza di 306 cv e un 2,4 litri D4 a gasolio da 190. Poi è la volta dell’ammiraglia S90 che, dall’alto dei quasi 5 metri di lunghezza, declina le motorizzazione in comune con la V90. T6 a benzina di 2,0 litri da 320 cavalli, D4 a gasolio da 190 e D5 da 235 cv.